{"id":78,"date":"2015-12-07T08:30:51","date_gmt":"2015-12-07T07:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eterotopia.eu\/wp\/2015\/12\/07\/salviamo-i-semi\/"},"modified":"2022-09-26T22:33:22","modified_gmt":"2022-09-26T20:33:22","slug":"salviamo-i-semi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/?p=78","title":{"rendered":"Salviamo i semi"},"content":{"rendered":"<p>Un cocomero nello scaffale di un supermercato nel nord della Baviera a febbraio\u2026 Sorgenti di acqua minerale del Cilento vendute a grandi multinazionali. Sementi scomparse perch\u00e9 non convenienti economicamente. Frutta e verdura scartate, quindi buttate, perch\u00e9 fuori dai canoni normativi del mercato. Monocoltura intensiva. E ancora: che il peperone Angello, un peperone senza semi all\u2019interno, creato dalla Sygenta (dicono per facilitare il lavoro della casalinga), riceva il riconoscimento Fruit Logistica Innovation Award (2012) e possa essere distribuito in tutto il mondo (dalla Sygenta) \u2026 Beh! tutto questo fa pensare e pure rabbrividire.<\/p>\n<p>Come dice Pierre Rabhi, nel film-documentario Au nome de la terre\u201a i beni comuni (e con questo si intende Acqua, Terra, Semi \u2026) sono oggetto di speculazione. In parole povere le multinazionali traggono profitto dai beni-comuni. Intanto, poteri rampanti della cosiddetta green economy, lo fanno o lo farebbero. E comunque il pensare comune \u00e9 il guadagno, ma non di salute e di benessere \u2026 solo ed esclusivamente di soldi. Senza guadagno e senza soldi ogni progetto, ogni azione perde, nella nostra misera attualit\u00e1, di interesse.<br \/>\nEppure sempre pi\u00fa persone abbracciano la filosofia della condivisione, dell\u2019amore incondizionato per la Terra, della gioia di vita, dei semi liberi. In momenti di felicit\u00e1 si potrebbe paragonare quasi a un\u2019onda, quella che Paul Hawken ha definito una \u201cmoltitudine inarrestabile\u201d di piccole azioni e tante persone coraggiose che giorno per giorno e sempre di pi\u00fa in silenzio si muovono per le stesse cause su tutto il pianeta.<\/p>\n<p>Nel 2010 \u00e9 uscito Soluzioni locali per un disordine globale, un film della regista francese Coline Serreau, nota ai pi\u00f9 per Pianeta Verde (La Belle Verte) del 1996. Ricordate la locandina? Un pomodoro quadrato! Quadrato per poter soddisfare lunghi trasporti sempre pi\u00f9 ottimizzati. Da qualche parte ho pure letto che ci hanno effettivamente provato in laboratorio \u2026 ma l\u2019esperimento non \u00e9 andato a termine come desiderato.<\/p>\n<p>Nel documentario la regista incontra persone che applicano le proprie soluzioni ai disordini ambientali sparse in tutto il nostro pianeta, da Pierre Rabhi a Vandana Shiva, da Kokopelli a Serge Latouche e molti altri. Con questo lavoro vuole mostrare che ci sono in tutto il mondo, persone che, senza saperlo, fanno la stessa cosa, hanno la stessa filosofia di vita e utilizzano le stesse pratiche con Madre Terra, mettendo inoltre in evidenza l\u2019universalit\u00e0 delle soluzioni, cos\u00ec come la loro profonda semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Seminare cambiamento<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una carestia, non mangeremo certo i nostri telefonini o i nostri computer! \u00c8 fondamentale fare in modo che la gente ritorni alla terra oltre che a delimitare, intorno alle citt\u00e1, terreni da seminare, limitando cos\u00ed ulteriori aree edificabili. E non domani, ma oggi stesso.<\/p>\n<p>In Germania nel 2014 nasce, da un\u2019idea di due ragazze, Lea e Tanja, sulla scia di Taste the Waste, Culinary misfits: laboratorio, caff\u00e9 e ristorante insieme, dove vengono utilizzate verdure e ortaggi la cui forma non rientra nelle norme dell\u2019industria e che altrimenti verrebbero scartati \u2026 in poche parole: buttati! Oltre all\u2019utilizzo delle vecchie, buone e nutrienti erbe spontanee.<br \/>\nAd Iphofen \u2013 nel nord della Baviera  \u2013 dal 2011 Barbara Keller organizza, col marito e il loro laboratorio Open house, ogni anno a febbraio, il Festival della semenza. Loro stessi hanno cercato, salvato e ora coltivano varie antiche sementi di legumi e patate per esempio. Due anni fa hanno ospitato all\u2019evento annuale anche Vandana Shiva che, con Benedikt Haerlin (il berlinese d\u2019adozione conosciuto per la direzione europea di Save our seeds \u2013 salva i nostri semi \u2013 e per la sua lotta alla manipolazione genetica dei semi), hanno contribuito affinch\u00e8 i semi non siano completamente nelle mani delle multinazionali; l\u2019uno a livello europeo anche istituzionale, l\u2019altra ormai a livello globale.<\/p>\n<p>Nel Golfo di Policastro dal 2008 Maria De Biase porta avanti una \u201crivoluzione sostenibile\u201d ormai in pi\u00fa istituti scolastici nel Basso Cilento, di cui \u00e8 preside (come sanno bene i lettori e le lettrici di Comune, tra i primi a dare spazio a Maria, La scuola della terra). Il progetto \u00e8 ispirato alla transizione e inserisce nella programmazione didattica la costruzione di strumenti che mettono i piccoli in grado di governare \u2013 anzich\u00e9 subire \u2013 gli inevitabili futuri scenari economici e sociali legati ai cambiamenti climatici e alla necessit\u00e0 di diminuire l\u2019uso dei combustibili fossili. Lei sta seminando amore, si vede quando i bimbi la incontrano per strada o da quello che i bimbi raccontano a casa ai genitori. Dall\u2019orto sinergico, alle merende col pane e l\u2019olio, dalla raccolta dell\u2019olio esausto per farne saponi alla costruzione di compostiere nelle case die concittadini interessati \u2026 Lo scorso dicembre \u00e9 stata pure insignita del Premio di Cittadino europeo 2014 dalla Comunit\u00e1 europea. Qualcuno la defin\u00ed nel Golfo la Preside-Terra-terra in modo dispregiativo, quel nomignolo \u2026 le ha portato proprio fortuna a lei e a tutti i bimbi che hanno la fortuna di frequentare i suoi istituti.<\/p>\n<p>Ovunque nascono gruppi di Salvatori di Semi. Incontri di scambi di semi, talee e marze brulicano in tutta Italia, in tutta Europa. In Lombardia vari Orti Botanici Universitari si sono uniti in una rete e hanno lanciato una bellissima pratica dal nome Adotta un seme.<\/p>\n<p>Insomma, pare che piantare il cambiamento sia una questione di semi.<\/p>\n<p>Di chi sono i semi?<\/p>\n<p>Di certo, la libert\u00e0 di gestire i semi e la libert\u00e0 dei coltivatori sono minacciate dai nuovi diritti di propriet\u00e0 e dalle nuove tecnologie che stanno trasformando i semi da bene comune condiviso del mondo contadino a un bene di consumo sotto il controllo centralizzato delle multinazionali.<br \/>\nPer chiarire un po\u2018 la situazione attuale, che pare molto confusa e spesso manipolata occorre precisare che in Europa non \u00e9 vietato scambiarsi i semi e neppure coltivare i propri semi \u2026 Non \u00e9 legale solo vendere la produzione che deriva da coltivazioni di semi non contenuti nel Registro europeo dei semi o nel Registro Nazionale delle variet\u00e1. Per vendere gli ortaggi, le verdure, i frutti insomma bisogna utilizzare i semi previsti dal Registro Nazionale delle Variet\u00e0 ossia quelli, almeno per quanto riguarda l\u2019Italia, registrati come semi autoctoni antichi e comunicati dalle varie Regioni italiane.<\/p>\n<p>I semi registrati devono avere la caratteristica di mantenere nel tempo la loro consistenza e restare omogenei (forma, grandezza, peso). Da un lato \u00e9 positivo, troppe \u201cimprovvisazioni\u201d ci porterebbero comunque alla perdita di sementi e a frutti inmangiabili, dall\u2019altro nasce un ulteriore pericolo, sia per la nostra biodiversit\u00e1 che per la perdita di semi locali scelti e selezionati con dedizione con anni e anni di lavoro. La protezione delle variet\u00e0 iscritte al Registro delle variet\u00e1 europee, dura pure fino a vent\u2019anni e prevede come unico distributore di tale seme chi sia riuscito a registrarlo: per i piccoli o medi un\u2019azione quasi priva di speranze di riuscita.<\/p>\n<p>Di norma per\u00f3 vengono acquistati i semi o le piantine, perch\u00e9 fare il semenzaio \u00e9 un lungo lavoro che richiede molta pazienza, cura e attenzione. Si tratta ormai quasi esclusivamente di semi ibridi (detti F1). Questi semi sono selezionati soprattutto per produrre molto, e a prescindere dalle realt\u00e0 locali (terreno, clima, \u2026), soltanto grazie all\u2019impiego di abbondanti concimazioni con nitrati e di potenti trattamenti con pesticidi. Sono inoltre pensati per legare il cliente a riacquistare annualmente altre piantine. Difatti i semi che queste creature producono a loro volta, se riseminati, danno una produzione imprevedibile ed eterogenea, quindi invendibile e a lungo andare anche non pi\u00f9 sicura per l\u2018alimentazione. \u00c8 cos\u00ec i coltivatori comuni sono costretti ogni anno a comprare i semi dalle multinazionali.<\/p>\n<p>I semi antichi, ossia i semi che i nostri nonni tenevano in serbo per le nuove semine annuali, erano semi scelti, adatti alle nostre terre, al clima \u2026 Poi un giorno con l\u2019industria e il consumismo tutto \u00e9 svanito e oggi piano, piano persone attente e sensibili stanno prendendo coscienza del danno. Ogni anno cos\u00ed, per comodit\u00e1 e perch\u00e9 senn\u00f2 non ne vale la pena, non conviene (!) ripiantano piantine bell\u2019e fatte che si vendono in contenitori di plastica o di polistorolo, che poi svolazzano e si spargono solitamente nell\u2019ambiente oppure vengono bruciate in fal\u00f3, sprigionando ulteriore diossina!<br \/>\nCos\u00ec i pomodori San Marzano arrivano dalla Cina e in Italia quasi quasi non si trovano pi\u00f9. Acquistiamo aglio pure cinese \u2026 specie antiche e locali dai gusti speciali vengono abbandonate, come l\u2019aglio rosso di Sulmona (ai tempi della mia nonna era l\u2019aglio della Vallata Peligna), \u2026 solo per fare qualche esempio. Il Sechium edule, noto pure come Chayote, masciuscio, zucca spinosa, \u2026 arriv\u00f3 in Italia dall\u2019America latina con i nostri primi emigranti di inizio Novecento: una manna, una pianta perenne che ogni anno regala in autunno per gran parte dell\u2019inverno generosamente e con minimo impegno centinaia di frutti (per questo viene pure chiamata zucca centenaria) ricchi di vitamine, diuretici e nutrienti: la vergogna lo trasform\u00f3 non molti anni fa in cibo per i maiali e poi neanche pi\u00fa per loro. La prima pianta l\u2019ho vista in una dimenticata contrada del Basso Cilento.<\/p>\n<p>La Casa delle erbe<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 \u00e9 importante la biodiversit\u00e1? Eccovi un esempio chiaro e succinto: nel 1845 l\u2019Irlanda visse un\u2018ennesima carestia, conosciuta nella storia come la Grande carestia. L\u2019arrivo del fungo della peronospera distrusse tutto il raccolto di patate, allora alimento principale e quasi unico. Ai tempi veniva coltivata solo una specie, che si ripiantava da raccolto a raccolto, chiamata Lumper. L\u2019arrivo della peronospera distrusse ogni raccolto quell\u2018anno e fu causa del decesso di oltre un milione di irlandesi!<br \/>\nDal 2003 al 2015 ho vissuto per scelta con il mio compagno di vita nel Basso Cilento e ora in Abruzzo. Dove abitavamo prima ormai non sapevo pi\u00fa cosa mangiare tra scandali, truffe alimentari (pure del biologico) e inquinamento. Di conseguenza anche la scelta di coltivare un orto naturale, che poi negli anni si \u00e9 trasformato in orto sinergico e dopo varie distruzioni di quest\u2019ultimo (prima sofferte poi apprezzate come un dono) ho iniziato ad approfondire una mia vecchia passione, le piante spontanee. Ho creato la mia Casa delle erbe dove essicco le piante raccolte e le trasformo, in grande semplicit\u00e1 e a costi minimi, in oleoliti, tinture madre e tisane, e una piccola banca di semi di piante officinali autoctone, che da quattro\/cinque anni distribuisco a tutti coloro che sono interessati, via posta o di persona. Le erbe aromatiche, che poi utilizzo sia per le cure del corpo e per la cucina, proteggono, aiutano e migliorano la coltivazione delle colture ortive (leggi anche la proposta Diffondiamo le Case delle erbe).<\/p>\n<p>Oggi salvare i semi \u00e9 un\u2019azione importante come imparare a leggere e a scrivere. I semi liberi sono Vita. I media iniziano sempre di pi\u00f9 a trattare questi temi e addirittura la Fao ha nominato il 2015 l\u2019anno del suolo. Se non vengono adottati nuovi approcci, nel 2050 l\u2019ammontare globale di terreni coltivabili e produttivi pro capite sar\u00e0 pari a solo un quarto del livello del 1960.<\/p>\n<p>Tornare ai rituali, attendere le stagioni \u2013 godendone di ognuna -, scegliere i semi, preparare le semenzaie, trapiantare, preparare trattamenti naturali e infine raccogliere e mangiare. Tutto ci\u00f3 \u00e9 il far tesoro di un lavoro realizzato da esperienze e fatiche del passato e di ogni giorno non in laboratorio, con l\u2019intento di creare dipendenze o profitti, bens\u00ec fatto in campo aperto, per creare solidariet\u00e0 e mutuo sostegno fra i contadini.<\/p>\n<p>di Daniela di Bartolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un cocomero nello scaffale di un supermercato nel nord della Baviera a febbraio\u2026 Sorgenti di<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":77,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-78","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-appuntamenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=78"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/77"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=78"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=78"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eterotopia.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=78"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}